Domande sulla razza bassotto nano tedesco pelo duro corto

Domande sulla razza bassotto nano tedesco pelo duro corto

Mi date informazioni sulla razza bassotto nano tedesco pelo duro corto?
Ho appena comprato una bassottina e vorrei sapere piu cose su questi cagnolini,la loro personalità, come addestrarli, come nutrirli, come lavarli, come accudirli, come reagiscono se si fa qualcosa di male nei loro confronti oppure il contrario… e poi se hanno bisogno di gioccattoli e anche di una cuccia particolare, insomma se sapete tutto quello che riguarda questa razza di cane non esitate a rispondermi, ringrazio in anticipo tt coloro che mi risponderanno.
…e anche se si devono lavare i denti e se e si con quale prodotto, poi a quali malattia sono più soggetti e forse infine quanto possono vivere?

Miglior risposta:

CARATTERE
Razza ineguagliabile per affettuosità e devozione nei confronti del proprio padrone e della famiglia. Con questa razza non esistono problemi di incompatibilità. È un cane che riesce sempre a farsi capire ed a comunicare con le persone. È un perfetto cane da compagnia, date le sue grandi qualità caratteriali. Razza molto generosa. È allegro e abbastanza vivace. Razza piuttosto intelligente ed ubbidiente. Adattissimo per stare a contatto diretto con i bambini. Razza ottima per tenere sempre in casa o in appartamento.
ADDESTRAMENTO
L’addestramento di un bassotto, come del resto di tutti quei cani che convivono con l’uomo, è una pratica indispensabile per educare il cane a convivere con il padrone e con l’ ambiente che lo circonda. A questo proposito mi viene in mente quel simpatico quadretto di cui il sottoscritto insieme ai suoi tre bastardini era il protagonista. Tutte le mattine, quando abitavo sul lago di Bracciano, andavo a prendere il caffé accompagnato dai miei tre cani: un semi-pastore tedesco, un cane di mezza taglia tipo setter, secco allampanato, ed un misto volpino-pinscher. Appena usciti dal giardino percorrevamo in fila, io avanti e loro dietro, e senza guinzaglio, un piccolo sentiero che terminava in uno spiazzo. Al mio comando ” VAI ” i cani si lanciavano in corse e rincorse da non finire mai. Dopo qualche minuto, espletate le dovute evacuazioni, un mio fischio seguito dal comando ” AL PASSO ” richiamava immediatamente i cani presso di me. Al comando della mia truppa mi incamminavo verso il bar attraversando incroci, fermandomi ai semafori e ignorando tutte le possibili fonti di disturbo come: gatti od altri animali. Tutto procedeva regolare. Davanti il capo branco (il sottoscritto), dietro il dominante in capo seguito dal secondo e per ultimo il volpino che era il più piccolo.Una volta arrivati al bar al comando” SEDUTI ” tutti e tre si sedevano ai lati della porta, non davanti, e tranquillamente aspettavano che uscissi. Il ritorno a casa seguiva la stessa prassi.Una volta, data l’ inconsueta scenetta, alcuni turisti giapponesi ci hanno addirittura immortalato con le loro macchine fotografiche. Insomma abbiamo fatto il giro del mondo!
Ho voluto raccontare questa piccola testimonianza autobiografica proprio per dimostrare quali risultati si possono ottenere con l’addestramento e soprattutto i benefici che un tale addestramento comporta a chi possiede un cane. E chi ne possiede uno non addestrato può soltanto approvare quanto io sto dicendo. Figuratevi un cane che in una situazione delicata (traffico, persone che hanno la fobia dei cani, aggressività ecc) non risponde agli ordini del padrone. A volte certe piccole disattenzioni o superficialità possono veramente evolvere in tragedie. La cronaca mi è testimone.
INIZIAMO DAI PRIMISSIMI PASSI
L’addestramento di un cucciolo, e questa è la prima regola, deve essere fatto in maniera tale da non stancare o stressare il cane altrimenti sarà molto difficile ottenere quanto ci siamo proposti.
Immagino che abbiate appena portato a casa un bel cucciolo che avete comperato o che vi è stato regalato. Se non avete precedenti esperienze la cosa vi metterà un po’ di agitazione, è normale, e vi porrete anche delle domande, molte domande.Cosa mangia, quanto mangia, cosa gli fa male, e le malattie, e le pulci, forse è pericoloso per i bambini….Insomma la vostra testa si riempirà di tante e tali domande che se in quel momento vi capitasse per le mani un veterinario potreste farlo impazzire. Ma l’ importante è rimanere calmi ed anche se appena depositato sul tappeto del salotto il piccolo farà subito la pipì, e la cosa è molto probabile, cercate sempre di rimanere calmi. In fondo questa è la differenza fra un giocattolo ed un essere vivente. I giocattoli non fanno la pipì nel tappeto buono del salotto !! Quindi il primo problema che vi si porrà è quello di educare il cucciolo a fare i suoi bisogni dove voi lo ritenete più opportuno, specialmente se lo tenete in casa o non disponete di un grande giardino. Innanzitutto dovete imparare queste due cose: in genere la popò viene fatta dopo mangiato e prima di farla il cane assume uno strano atteggiamento di girotondo con il posteriore contratto. Imparerete presto a riconoscere questo inconfondibile atteggiamento e potrete prendere il cucciolo anzitempo e metterlo nel luogo deputato facendogli le dovute carezze. Dopo un po’ il cane capirà che quello è il posto per fare i suoi bisogni e provvederà da solo.Voi dovrete solo tenere pulita la cassetta (il cane non andrà nella cassetta sporca). Se lo tenete in casa dovrete stabilire da subito e per sempre quali sono le aree dove lui può stare e quelle invece dove non può entrare. Se voi state entrando in una stanza e volete che lui rimanga fuori dovete prima entrare voi e nel momento in cui il cucciolo sta per entrare dovete pronunciare un secco ” NO !”. Se lui tenta di entrare ugualmente perché ancora non conosce il significato del comando dovete impedire che entri parandolo con le mani e ripetendo “NO” fino a quando non rimarrà fuori in vostra attesa. Dopo qualche istante uscirete dalla stanza e vi mostrerete contenti del fatto che lui vi ha aspettato fuori ricompensandolo con biscottini o carezze.Ripetete l’esercizio più volte aumentando il tempo di intrattenimento nella stanza . Vedrete che non è difficile e che occorre soltanto un po’ di pazienza. Come per i nostri bambini. Si, in un certo senso l’educazione di un cane è come l’educazione di un bambino (mi si perdoni il paragone).Una volta che il cucciolo non sporca più in casa e non entra dove non deve entrare (tempo stimato: 10 giorni) occorre abituarlo al guinzaglio (non prima dei tre mesi ). Per prima cosa mettetegli un collarino ne troppo stretto da fargli male e nemmeno troppo largo da sfilarsi. Sicuramente la prima volta che lo aggancerete ad un guinzaglio più che a un cane il vostro cucciolo somiglierà ad una trota che ha appena abboccato. Inizierà a tirare a destra e a manca e vi si infilerà fra le gambe facendovi persino correre il rischio di cadere.Se poi provate a tirarlo, ed è quello che dovrete fare, lo vedrete impuntarsi sulle quattro zampe tenendo il posteriore basso per aumentare il baricentro e opporre la massima resistenza raschiando il terreno con le unghie e divincolando il collo. Tipo la doma di un cavallo selvaggio ! Ma non preoccupatevi il tutto durerà poco e sempre con la dovuta pazienza in una settimana potrete portalo praticamente ovunque.
Anzi ogni volta che vi vedrà con il guinzaglio in mano sarà molto felice perché sa che è l’ora della passeggiata.
Essendo un animale gregario il cane è naturalmente portato all’obbedienza verso il suo padrone.Una inclinazione naturale che però deve essere educata e rinforzata in rapporto all’ indole del cane o agli usi a cui è destinato. Il bassotto, in particolare, ha bisogno di un certo rinforzo in quanto, come tutti i cani da caccia, ha un temperamento sanguigno e difficilmente controllabile in presenza di selvaggina, gatti od altri animali. E’ bene mostrarsi sempre molto decisi nei comandi per ricordargli che siete voi il capobranco. La cosa più importante e basilare da far capire al vostro cane è che quando voi lo chiamate lui deve immediatamente correre da voi, qualunque cosa stia facendo in quel momento.Sembra una cosa ovvia e scontata ma vi assicuro che molti padroni non sono capaci di ottenere questa elementare prova di obbedienza dal proprio cane e per questo potrebbero un giorno patirne le conseguenze. Ogni volta che lo chiamate e lui viene da voi, lo dovete accarezzare, dimostrargli che siete contenti e dargli un piccolo premio.
Nelle situazioni in cui non vi sentite sicuri o volete insegnargli di stare vicino a voi, tenetelo sempre a guinzaglio in modo che il cane impari che in quella determinata circostanza e luogo lui deve stare vicino a voi. Ricordate che il guinzaglio non è solo una specie di corda che trattiene il cane, ma è uno degli strumenti fondamentali per l’addestramento.Quando il cane ha imparato a camminare al guinzaglio dovremo insegnargli a camminare al “passo” cioè a camminare vicino al nostro piede senza sopravanzarci e per fare ciò lo toccheremo sul muso con una bacchetta (sempre in maniera leggera) impartendo il comando ” al passo”. Dopo questo comando insegneremo il comando ” a terra ” che consiste nel fermarsi e sedersi. Per facilitare l’apprendimento è opportuno rinforzare il comando “terra”con una pressione sul posteriore del cane in modo tale da indurlo a sedersi. Ripetere più volte l’ esercizio ricompensando sempre il cane ogni volta che lo esegue. Passeremo poi all’esercizio di stare a terra anche quando noi ci allontaniamo. Per le prime volte, consiglio di legare il cane, in quanto l’istinto a seguire il padrone è molto forte(ed é normale). Per le prime volte ci allontaneremo dalla vista del cane,dandogli l’ordine perentorio di “terra”,solo per pochi attimi, poi aumenteremo il tempo di assenza e successivamente potremo farlo a “cane sciolto” .Un altro esercizio importante è quello della guardia a qualcosa di personale , tipo uno zaino, un maglione ecc. e questo richiede l’ aiuto di un amico che avvicinandosi al cane, in posizione di “terra” e vicino ad un effetto personale, tenterà di impossessarsi dell’ oggetto.Noi dovremo osservare la scena di nascosto.Se il cane non reagisce, abbaiando e ringhiando, dovremo avvicinarci e incitarlo contro l’ estraneo

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